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Manuel Estheim

 

 

Tra le cose che lascio cadere

e le cose non raccolgo ci sono anch’io

compongo castelli di silenziose malinconie

evito lo sguardo altrui e le parole…

per stanchezza, codardia o pudore.

Conosco il suono falso di quelle parole

lo annuso nell’aria,

le sento arrivare

quelle parole così ben organizzate

opportunamente calibrate

imbalsamate tra una risata e un affanno studiato

tra una cosa che non mi dici e una di cui m’accusi

So chi sei, anima infantile e crudele,

ti ascolto al telefono mentre parli per chi è con te

come in un palcoscenico

reciti l’idea di te

a un pubblico che è ancora te.

tiziana Campodoni