raggi notturni di pallide Lune

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Non sapeva camminare tra così tanti lutti.

Ognuno un rombo di tuono,

ognuno sentiero di macerie

ognuno raggio notturno di Luna triste.

Lacrime asciutte ormai versava

e riti inutili le accompagnavano

in abissi d’umanità devastata

Correva veloce nel petto il cuore

non si sentiva al sicuro, saldo,

voleva fuggire.

Non sapeva più camminare tra lapidi e ricordi

incerta come in una notte nebbiosa

silenziosa nel giardino chiuso delle parole

rassegnata a non esser compresa

Come sussulta il suo respiro

così all’improvviso come cessa il vento

senza annunci s’interrompe.

Deserti pensieri

da un lontano qui e ora l’osservano

Lei, inquieta straniera cantilena, sanguina e sogna.

Ogni perdita è uno sparo

ogni buco è un’assenza

che la mano appena sfiora.

tiziana Campodoni

Edwin Kats photo