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Isa Marcelli photography

 

 

Portami nella città antica tra pietre e rovine

che sanno resistere e sopportare.

Portami dove c’è l’inutile, il tempo sottile, il piacere leggero

dove l’obbligo non spadroneggia e la profondità non devasta;

portami dove non fanno domande

non le capisco più, sono cementate in occhi inquieti insolenti e taciturni

non so rispondere, sono troppe, confuse, incomprensibili.

Davvero mi chiedi come sto?

Davvero non si vede che ho già pianto tutto?

Davvero non si vede che l’affetto si aggrappa meno?

Davvero non si vede che mi sto allontanando?

Portami dove la pesantezza della superficialità non uccide

portami dove l’ambiguità dell’ipocrisia non sopravvive

portami dove non c’è un secondo fine

e dove il dolore serve a qualcosa.

tiziana Campodoni

 

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