Tag

,

Paris 1960s – Johan van der Keuken

Non vedo letture d’insieme, non sento pensieri originali .

Interessi parcellizzati (così si capisce meno), idiozie omologate, intraprendenza rapace, sfacciataggine cosmica.

Mentre fanno il gioco del potere, lo deridono, ammiccano, sputano nel piatto dove mangiano. Ma intanto lo usano.

Mi vergogno per loro. Non sono neanche capaci d’essere francamente solidali, non possono rinunciare alla loro facciata. Tutto, devono avere tutto : il gruppo che li incensa e il capo che li approva. Non bisogna far mancar loro una coscienza immacolata, una lusinga, uno sguardo complice, un luogo comune…

Sono capetti che stanno lì per difendere noi tutti da un potere cattivo, dobbiamo essere grati : loro s’immolano per salvarci. Mentre si fanno gli interessi loro. Bisogna anche aiutarli, principalmente non pensando, poi approvandoli, guai a metterli in discussione. Finchè saremo silenti loro saranno importanti.

Siamo nella merda, penso.

Bei tempi quelli del Cineforum quando si discuteva fino a notte fonda credendoci,  affondando le radici nella conoscenza, nelle cose nuove, nella curiosità e prendendo ceffoni a casa per l’ora tarda… Bei tempi quando ci si alzava alle cinque per andare a vedere una mostra e si usciva ubriachi di bellezza, di colore, di sensazioni e d’arte… quando si litigava su un autore, un libro, una poesia: indifesi, sognanti, rompiscatole… Si girava con un libro in tasca e ogni libro ti cambiava un po’ la vita perchè glielo lasciavi fare. Conoscere non era armarsi per ottenere un profitto maggiore, per ingannare il prossimo. Era conoscere, semplicemente. Qualcuno di noi ha rifiutato il posto in banca. Qualcuno ha rifiutato un esame all’università. Qualcuno ha rifiutato puzzolenti compromessi. Qualcuno s’è innamorato di parole d’amore e occhi emozionati. Qualcuno andava in chiesa, qualcuno in sezione, qualcuno non andava da nessuna parte, qualcuno ha preso coscienza, qualcuno lacrime e gioia, qualcuno  la pioggia. Quasi tutti, uguali, simili e diversi, abbiamo lottato per i diritti di tutti, non per i privilegi. Scegliemmo.

Qualcuno si ricorda? Finchè saremo silenti loro saranno importanti. Finchè saremo gli stupidi loro saranno i furbi.

tiziana Campodoni

 

 

 

Annunci