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Le Vin Herbé , Frank Martin, Ruhrtriennale

Fioriscono rancori nei cuori in guerra

e sussurrano fantasmi

si celebrano rituali altezze acuminate

si vomita su basse e odorose zolle.

Naufragano gesti e parole di pace

campi di discordie si moltiplicano

malsane paludi d’inganno e bugie dilagano

mentre lame roventi s’incrociano.

Nei cuori in guerra

torri si alzano

toni si alterano

emozioni armate si schierano.

Alzano scudi urla trafitte

tempeste d’umori infondati si cementano

ogni sorriso è corroso, cancellato

ogni lacrima inutilmente spesa.

René Maltête

Solo trincee interne

nel cuore in guerra.

Solo un cuore diviso

alla ricerca famelica di un nemico.

Solo trincee interne

come cupi labirinti,

nel cuore con la guerra dentro

un solco di ghiaccio e uno all’inferno.

Il cuore diviso

cieco asserisce, sordo nega

drogato di rabbia, privo d’amore

nel cuore in guerra

sanguina ogni ragione.

Il cuore in guerra ha la guerra nel cuore

nessun riposo, tregua o respiro,

aspira, cerca, vuole la guerra

come se questa, materializzandosi fuori,

ponesse fine al sacrificio, al tormento, alla guerra dentro.

Va alla guerra il cuore in guerra

non riconosce la guerra il cuore in guerra

perchè solo la guerra conosce

Vuole e non vuole la guerra il cuore in guerra,

il cuore sanguinante della guerra,

disperatamente

ottusamente.

Potremo, noi

pacificare i nostri lupi nel cuore

sventare così tesi e personali suicidi interni

impedirne la trasformazione in anonimi omicidi esterni

curare solitudini così tristi e cicatrici così profonde?

No, se ognuno di noi non affronterà il proprio cuore in guerra

se ognuno di noi non troverà il coraggio di cullare

e cantare canzoni d’amore ai lupi dagli occhi rossi e i denti aguzzi.

tiziana Campodoni

 

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