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Marcos Calamato photo

I poeti lo sanno, i pittori lo sanno, i musicisti lo sanno … perchè l’arte lo sa. Ma noi non diamo ascolto ai poeti. 

Intrisi di ignoranza e conformismo, di banalità e allegra idiozia in fondo fondo dei poeti ridiamo convinti che la realtà sia un’altra. Non siamo più abituati  a cercare la “magia” nelle persone, non più innocenti ne’ curiosi siamo imbevuti di ” io, io , io ” e stupidità cronica.

Ciechi e sordi non facciamo caso ai “trucchi” in atto e che ci circondano… e chi li “legge” più, o meglio chi li sa più leggere?! Bisogna tenersi allenati e, purtroppo, questo costa fatica. Ci piacciono le persone iperlogiche quelle con una logica separata da reali sentimenti, da autentiche emozioni e da un vero coinvolgimento che, infatti, non c’è. Ci facciamo rincoglionire dall’accondiscendenza, spesso solo iniziale, che altro non è che un mezzo, magari inconscio ma non sempre, per sondare il terreno,  studiare le mosse,  per raggiungere uno scopo: quello, invece, c’è sempre. Iperlogici arroganti, prevaricatori, gretti o, più scaltri, gentili, affabili, miti, umili ma solo per solleticare l’autostima altrui al cui valore non credono minimamente … Ci facciamo rincoglionire da rapporti senza relazione, da computer e digitalizzazione… che si fa prima, che siamo al passo coi tempi, che lo fan tutti. La scuola digitale … sconsiderati!

La relazione ha bisogno di tempo, di ascolto e di reciprocità e non s’è mai visto un computer con l’inconscio e finchè non lo avrà non mi fiderò di lui. E’ insondabile quel #azz che me ne importa se è sponsorizzato dalla #buonascuola o da qualsiasi altra riforma scolastica: i bambini van tenuti lontani da computer, videogiochi, televisione e ogni schermo affine. Per il loro bene. La “desensibilizzazione”, l’isolamento, il non riconoscimento dell’altro, l’assenza d’empatia  che producono non è roba da poco (provata da almeno quarant’anni, mentre non c’è studio che dimostri la bontà di questi strumenti); gli adulti, se possono, possono difendersi i bambini no. Una società civile basata sull’eguaglianza, sulla giustizia sociale presuppone l’altruismo tra le dotazioni di fondo. Noi glielo spieghiamo a voce, ma coltiviamo tacitamente inconsci abituati alla violenza, all’assenza di consapevolezza. Poi l’assassino della casa accanto era un ragazzo così perbene… Evvai così con i deficit linguistici, d’attenzione, agitazioni irrefrenabili, disturbi specifici o generici d’apprendimento, dislessie, discalculie… Sofferenze che magari trattiamo coi computer! Ma un asteroide ?

E’ violenza anche togliere la relazione umana empatica affettiva diretta sperimentabile che mette in gioco tutti e consente di conoscersi e migliorarsi in un bagno di emozioni da trasformare in pensieri.

Ma noi seguiamo gli iperlogici, le statistiche, i test, le persone che si vendono bene, i furbi (che fanno sempre e solo il loro interesse, quanto ci vorrà ancora per saperlo davvero?) … non capiamo un osso ma noi li seguiamo perchè ci rassicurano mentre dovrebbero allarmarci.

Come dovrebbe allarmarci il fatto di non sapere più cos’è bene per i nostri bambini.

S’impara col corpo, ci si relaziona col corpo, si fa l’amore col corpo.

Siamo adulti campati per aria.

tiziana Campodoni

 

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