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IL FOLLE FOLO : RIDUZIONE DI ARTE, CULTURA, FILOSOFIA, PENSIERO

CRITICO, IRONIA.

Dall’Ulisse di Dante (2) al concetto di “soglia” e identità.
L’imprescindibile funzione dell’arte.

bimbo-e-leopardino-con-biberon

“…t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l’ombra e l’anima….” (P. Neruda)


(A.Tarkovskij, Nostalghia, Morire in levità)

“Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita”(W. Shakespeare). Nulla come l’arte può essere meraviglioso ponte “tra” “dentro e fuori” , nulla come l’arte è “symbolon” una connessione tra due oggetti, nulla come l’arte arricchisce l’uomo accompagnandone la vita come metafora di quel viaggio che è l’esistenza: “una sequenza d’esperienze attraverso le quali la personalità acquisisce progressivamente configurazione, matura la propria fisionomia soggettiva, realizza la propria individuazione” (C. Widmann)…”Le trasformazioni dell’esistenza sociale nel viaggio indicano che non c’è un ‘io’ senza ‘l’altro’ e che in fondo l’identità si crea con specchi e riflessi: quando quei riflessi mutano, o si deformano, le identità si trasformano” (C.Widmann).

Ma “vero è che come forma non s’accorda molte fiate all’intenzion dell’arte, perchè a risponder la materia è sorda” (Par. I, 127-129) la nostra materia politica è completamente “sorda” e l’arte la togliamo dalle scuole (lasceremo solo quiz così avremo la prova scientifica e certificata non delle competenze dei nostri studenti, bensì di quanto noi  siamo ignoranti e grezzi, ciechi e sordi, aridi e presuntuosi) e già che ci siamo riduciamo anche le ore di filosofia: hai visto mai che qualcuno approdi ad un pensiero critico! Fuori arte e filosofia potrebbero provocare quei “sommovimenti geologici del pensiero” di proustiana memoria, quelle grandi rivoluzioni interiori che “cum-muovendosi” davanti alla “bellezza”, alla profondità straziano, arricchiscono e nutrono l’animo e lo portano ad un livello di consapevolezza, affettività, conoscenza e relazione superiore … Consapevolezza questa sì poco domabile, poco ingannabile, poco addomesticabile e per nulla disposta  farsi imbruttire, imbrattare e abbindolare.

(P. Bausch, una pieza, Vollmond, Luna llena)
A. Einstein scriveva che “il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere”. Vale anche per lo Stato e gli innumerevoli governi che hanno depauperato l’intero patrimonio nazionale, inquinato,  avvelenato, “rottamato” diritti, messo alla fame le persone deboli e non sono stati neppure capaci di applicare la Costituzione. Ora vogliono cambiarla: troppo “grande” per loro, non possono non cedere all’attacco invidioso di ritagliarla, di impiastrarla, deformarla, svilirla …  Mi vengono in mente i cani che hanno bisogno di lasciare un segno nel “loro” territorio: uno spruzzo d’orina che dice “roba mia”… Illusi. Centinaia di cani fanno la stessa cosa con l’unico risultato di imbrattare e impuzzolentire … Un buon governo la Costituzione la applica, ls rispetta, la difende, la protegge. 

Uno Stato ha valore per quanto sa dare ai propri cittadini (che pagano le tasse), perchè non è il popolo che è sovrano? Oppure siamo solo un “pubblico” in una società dello spettacolo? Ma sì… togliamo anche l’arte, la “bellezza”, la poesia, la filosofia, l’imparare davvero a leggere e scrivere ai giovani… le ore di religione, no! Quelle non si toccano! ‘Gnoranti, ma credenti! “Continuiamo pure a farci del male” (N.Moretti), ma come dice Camus “se il mondo fosse chiaro l’arte non esisterebbe” e il mondo è sempre più buio e noi abbiamo bisogno dell’arte e della cultura affinchè  squarcino come una luce improvvisa le tenebre in cui stiamo sprofondando. Ancora, Camus scrive “l’arte contesta il reale, ma non vi si sottrae”  proprio quello che, invece,  stiamo facendo noi in Italia che non vediamo più la realtà,  non abbiamo più un “progetto di futuro nella mente”, che non sappiamo più quali siano le cose davvero importanti e quali siano le stupidaggini, finanziamo telenovele mentecatte , eleviamo e suggeriamo -proponendoli-  sciocchezze e volgarità a valori a modelli cui adeguarsi e in cui annegare di stupidità. “Noi siamo clown e facciamo collezione di attimi (H.Boll)”. Esattamente quel che non serve ai bambini per crescere, ai ragazzi per maturare e agli adulti per vivere dignitosamente . Una perdita dei confini dell’io, un collasso dell’esame di realtà… “trattando l’ombre come cosa salda” Dante :  un naufragio.

Sergei Rachmaninoff plays his Piano Concerto No. 2

“Si potrebbe fissare un prezzo per i pensieri. Alcuni costano molto, altri meno. E con che cosa si pagano i pensieri? Credo con il coraggio” (L. Wittgenstein). Ma noi non abbiamo coraggio: pavidi, somari e arroganti urliamo, facciamo rumore, sbraitiamo, insultiamo, aggrediamo, “rimuoviamo” l’essenziale per tenerci “il superfluo” e assistiamo o siamo complici di scandali di cui non ci scandalizziamo più, di vergogne di cui non ci vergogniamo più. Noi non abbiamo il coraggio di guardare la realtà “gli uomini seguono soltanto chi regala loro illusioni. Non ci sono mai stati assembramenti intorno ad un disilluso” (E. Cioran) e non abbiamo più il coraggio di guardare nell’arte perchè perchè non abbiamo più il coraggio di guardare dentro di noi…perchè “nulla può venir fuori dall’artista che non sia nell’uomo” (H.L. Mencken) e “le opere, come nei pozzi artesiani, salgono tanto più alte quanto più a fondo la sofferenza ha scavato” (M. Proust). Ma il dolore noi lo evitiamo accuratamente perchè non sappiamo “soffrirlo” blindandolo in eterno dentro di noi insieme alla gioia; purtroppo “i fatti non cessano di esistere solo perchè noi li ignoriamo” (A.Huxley).

Miles Davis, Time after time
Se  fossimo persone “perbene”, se ci fosse un pò di dignità, un pò di autenticità, un pò d’umiltà, “se ci fosse un po’ di silenzio, se tutti facessero un po’ di silenzio forse qualcosa potremmo capire” (F.Fellini) e capiremmo che “il vero viaggio non è cercare nuove terre, ma è avere nuovi occhi” (M.Proust) con cui guardare e avremmo letto  I Guermantes e sapremmo che “il mondo non è stato creato una volta, ma tutte le volte che è sopravvenuto un artista”. L’arte è ponte tra noto e ignoto. E’ la possibilità di evolvere: la troviamo dove c’è un’aspirazione insoddisfatta e la vita è tutta un’aspirazione insoddisfatta percorsa da distacchi, abbandoni, lutti e separazioni dolorose…  La morte, prima o poi, sarà anche la nostra morte. Inutile apparecchiarsi per l’eternità.
Se fossimo persone perbene aumenteremmo le ore di arte (musica, pittura, letteratura, poesia,  scultura, danza, cinema, teatro, architettura,  storia dell’arte…) investiremmo nella “vera ricchezza”, la cultura non su un preside-sceriffo. “La mente non è un vaso da riempire,  ma un legno da far ardere, perchè s’infuochi il gusto della ricerca e l’amore della verità” (Plutarco). Ci siamo ridotti ad essere un Paese dove metà della popolazione non legge neanche un libro all’anno. Non si risparmia sulle scuole, non si risparmia sulla salute, non si risparmia sulla cultura e non si risparmia sul lavoro… Non si ragiona senza cuore e non si ama dissennatamente… scrive A. Schnitzler… crederò “alla tua saggezza solo se viene dal cuore”, crederò “alla tua bontà solo se viene dalla ragione”.

Scellerati, siamo scellerati incapaci di essere presenti al nostro operare psichico, inconsapevoli del nostro vissuto, del nostro agire e dei nostri atti di conoscenza. Shakespeare direbbe che c’è del metodo anche nella follia. Noi, vispe terese senza umanità ,nulla sappiamo di noi, della realtà e della potenza visionaria e sognante della poesia. A che serve l’arte a scuola?  Dante , come sempre, viene in nostro soccorso e ci propone una definizione sublime della coscienza dell’io: “che vive e sente, e sè in sè rigira” …Si poteva dire meglio di così?

B.Evans, Conversations with myself Spartacus Love Theme

“Noi siamo un paese senza memoria. Il che equivale a dire senza storia. L’Italia rimuove il suo passato prossimo, lo perde nell’oblio dell’etere televisivo, ne tiene solo i ricordi, i frammenti che potrebbero farle comodo per le sue contorsioni, per le sue conversioni. Ma l’Italia è un paese circolare, gattopardesco, in cui tutto cambia per restare com’è. In cui tutto scorre per non passare davvero. Se l’Italia avesse cura della sua storia, della sua memoria, si accorgerebbe che i regimi non nascono dal nulla, sono il portato di veleni antichi, di metastasi invincibili, imparerebbe che questo Paese speciale nel vivere alla grande, ma con le pezze al culo, che i suoi vizi sono ciclici, si ripetono incarnati da uomini diversi con lo stesso cinismo, la medesima indifferenza per l’etica, con l’identica allergia alla coerenza, a una tensione morale. ” (P.P.Pasolini, Scritti corsari, 1975)

Faremmo bene a sorvegliare le nostre “soglie”…“Non c’è via più sicura per evadere dal mondo, che l’arte; ma non c’è legame più sicuro con esso che l’arte” (J. W. Goethe)


(J.Coltrane, In A Sentimental Mood)

“Nella mia mente è scolpita una poesia
che esprimerà la mia anima intera
La sento vaga come il suono e il vento
eppure scolpita in piena chiarezza” (F.Pessoa, Poesia)

“Le sere blu d’estate andrò per i sentieri
graffiato dagli steli, sfiorando l’erba nuova:
ne sentirò freschezza, assorto nel mistero.
Farò che sulla testa scoperta il vento piova.
Io non avrò pensieri, tacendo nel profondo:
ma l’infinito amore l’anima mia avrà colmato
e me ne andrò lontano, lontano e vagabondo,
guardando la Natura, come un innamorato.” (A. Rimbaud, Sensazione)


N.Simone Wild Is The Wind

“Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza” (Inf.xxvi, 118-120) 

Lars von Trier, Melancholia – Opening sequence

Ma…. “parla da saggio ad un ignorante ed egli ti dirà che hai poco senno” (Euripide) perchè “si odono solo le domande alle quali si è in grado di dare una risposta.” (F.Nietzsche)

 Roberto Fonseca

“L’Io può uccidersi solo quando … riesce a trattare se stesso come un oggetto” S. Freud

tiziana Campodoni

 Totò , principe Antonio De CurtisA livella

pubblicato su: http://blue-moon.comunita.unita.it 21 febbraio 2014 rivisitato mo’.

 

 

 

 

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