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La noia delle stesse frasi, delle medesime insulse opinioni mai approfondite,

la stanchezza prodotta dalle stesse affettazioni che attendono di suscitare simpatia anche se non lo sanno…

La crudeltà banale di rifugiarsi in un dettaglio per non mettersi mai in discussione o per colludere con i potenti,

la meschinità nell’evitare le altezze che non si possono guardare,

la brutalità di un pensiero volgare troppo superficiale per comprendere  profondità e  insulta stupidamente se stesso nell’ “altro”.

La divisione dei concetti che non chiarisce e reimposta un nuovo mosaico in una mescolanza che danneggia. Infinite variazioni sul nulla.

L’assenza di stile e l’eccesso di maniera che resta implacabile in superficie e non penetra e non travolge non porta temporali, risvegli, strazianti tensioni.

Rimaniamo compatti, rimaniamo adesivi, rimaniamo confusi , restiamo immobili … Non siamo credibili … Mai un tempo in levare, un’assunzione di colpa, un sobbalzo d’incredulità, mai uno scatto dignitoso; il tempo in battere limita, imita, ribadisce… nessuna ideazione sboccia…

Mai un bucato fresco per parole stantie ad asciugare su profumate spighe di grano, mai finestre della mente spalancate a venti lontani, mai un guizzo inventivo d’acqua gelida che ramazzi via polvere e muffa, mai il gioco vivace della piroetta del pensiero che cambi il vertice d’osservazione, possa guardare ridendo con occhi nuovi un mondo nuovo. E gli consenta d’esistere.

tiziana Campodoni

 

 

 

 

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