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Van Gogh, Vincent (1853-1890) - 1890 The Prison Courtyard (Pushkin Museum of Fine Art)

Van Gogh 1890 The Prison Courtyard (Pushkin Museum of Fine Art)

M’è capitata sotto gli occhi l’immagine di Ercolino sempre in piedi. Troppo facile il collegamento col nostro Presidente del Consiglio benchè ercolino sempre in piedi bngiustificato, opportuno e in qualche modo somigliante. I suoi numerosi e ripetuti “cambia-verso”, se gli si va dietro, ubriacano e, va da sè, il cambiar verso ha un senso solo se è uno e una sola volta, altrimenti il risultato è che si gira in tondo e si sta fermi sempre nello stesso posto. E infatti in giro e in tondo lui ci prende: ora anche se i NO dovessero vincere al Referendum Costituzionale, non se ne andrebbe come aveva dichiarato al cambioverso precedente. Voleva un plebiscito con  uno stravolgiilsenso avendo, evidentemente, un’alta, molto alta opinione di sè: “nessuno potrà rischiare di perdermi” avrà pensato, mettendo la Costituzione su un piatto della bilancia e se stesso sull’altro. Giocatore d’azzardo… come nel poker non è tanto la ruota della fortuna a far da padrona e neppure le capacità dell’individuo, ma la disponibilità di soldi… potere, consenso e lui il consenso se lo procura spazzando via chi lo critica e censurando le ragioni del NO. E poi rilancia, cambiaverso e le carte in tavola. Giocatore rischiatutto, ma solo se vince. Perchè vincere deve, non è leale giocatore ed è il presidente del Consiglio. Lo scopo del cambiaverso è restosempreinpiedi dondolando tra un’opinione e il suo contrario. Poco importa se questa è una modalità immorale che “rincretinisce” le persone. C’è chi, come Salvini, le avvelena d’odio e chi, come il nostro Ercolino nazionale, le imbambola. Livore e ottundimento. E noi di tutt’altro avremmo bisogno.

Il livello di sterile litigiosità sta crescendo ovunque in modo esponenziale, più del budino di W.Allen.

Livore e ottundimento sono gli ingredienti essenziali di ogni violenza perchè, entrambi ciechi, non sono portatori di capacità di reale trasformazione.

Chiunque voglia separarsi da una persona, da un partito, da una religione, o da un’idea  ha sempre bisogno di distruggerli, di sconfermarli o calunniarli per avere “l’autorizzazione morale” a distaccarsi, andarsene, cambiare in modo “giustificato” cioè innocente,” illeso” cioè senza pagare un prezzo e da vincenti cioè senza conoscere la perdita, l’errore, la sconfitta. Praticamente siamo “assenti a noi stessi”, dissociati.  Questo perchè siamo in realtà immobili e qualsiasi radicale cambiamento – donna, uomo, partito, fede, idea – non ci cambierà per nulla: noi non vogliamo cambiare. Cambiamo qualsiasi cosa pur di non cambiare noi stessi. Come dice Tancredi  “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi” (G.Tomasi di Lampedusa). Il cambiaverso di professione, come il Gattopardismo o trasformismo a questo servono. Siamo immobili, siamo incosistenti come un budino… e siamo superbi: “palloni gonfiati”, proprio come Ercolino, che devono comunque avere ragione.  Per cambiare davvero dovremmo renderci conto di cosa ci legava a qualcuno o qualcosa e che cosa ora ci orienterebbe altrove. Capiremmo di noi, capiremmo da dove veniamo e capiremmo dove stiamo andando.  Questa è trasformazione. Il contrario del trasformismo. Ma bisogna aprire gli occhi.

tiziana Campodoni

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