Non trovo parole per commentare (neanche il tasto per ribloggare), cara Stefania … le poche parole delle tue poesie risucchiano tutte le altre e lasciano senza fiato. Si ergono, maestose, sulla mediocrità. Si piegano, come giunchi a sopportare il dolore che urlano, l’amore che, pudiche, sussurrano, il valore che incarnano…in “questa notte d’abisso che ci accomuna nell’identica miseria dell’odio”

 

dett grata su portone neroazzurro ++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++

Contro il sangue di ferite straniere

è luogo di lunghe strade
questo e tuoni

da nasconderci dentro 
il rumore di troppe ossa

di ferro divelto

quando insorge
il male ovvio della strada

contro il sangue di ferite straniere

bastasse il dolore dei deserti
quello di un mare infinito – di un infinito pianto
 

bastasse a redimerci dall’alleanza di colpe e silenzi
bastasse a farci di cuori simili e giusti

a svegliarci
da questa notte d’abisso
che ci accomuna nell’identica miseria 
dell’odio.

Stefania Stravato © Tutti i diritti riservati 2016

http://fannystravato.blogspot.it/2016/07/contro-il-sangue-di-ferite-straniere.html?spref=tw

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