Il Prof Bicromatico

C’era un prato, molte scarpe, vestiti e bicchieri. C’era pietra e
vento ed un’aria che non torna indietro anche se è uguale a quella di
tutti gli altri anni. Ci sono saluti, sorrisi, vino, sembra di sentire
in lontananza anche il rumore di un addio.

Le cene delle quinte sono per me difficili prove, mi costringo a
superarle non per senso del dovere, ma per allenamento al distacco. Il
caso mi assegna ogni anno classi di età e geometrie diverse, disposte
in aule separate, ma in realtà io ho una sola classe, da anni. Una
classe i cui allievi e le cui allieve aumentano di anno in anno, una
classe in cui parlo di notte, preferibilmente quando il rumore del
mondo bisogna inventarselo da quanto è assente. Un’unica classe in cui
lentamente convergono nomi e volti che stanno diventando una folla
sconfinata. Ogni sera parlo in questa classe, l’unica in…

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