“Noi abbiamo di veramente nostro soltanto noi stessi : l’unico dono che possiamo fare è dunque il dono del nostro lavoro, della nostra anima, del nostro ingegno; e questa magnifica offerta di noi a tutti gli uomini arricchisce insieme il donatore e la comunità” A. France
Ma… l’ha scritto meglio @Asinomorto

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C’era una volta una piccola città in un Bel Paese dei Balocchi. Al centro di questa piccola città, c’era una piccola scuola.

In quel Bel Paese la scuola era pubblica, democratica, antifascista, aperta, inclusiva, accogliente. Era considerata un bene comune, “organo costituzionale” fondamentale per la democrazia, come quegli organi che nell’organismo creano il sangue.

Naturalmente c’era anche la scuola privata, ovviamente senza alcun onere per lo stato (e non si vedeva come potesse essere altrimenti), ma era considerata il posterius, rispetto alla scuola pubblica che era il prius e molta attenzione veniva impiegata a garantirne qualità e serietà, favorendo non certo la concorrenza al ribasso, ma impegnandosi fattivamente a migliorare la scuola pubblica, grazie al confronto con le migliori scuole private.

Rispetto alle scuole cattoliche, protestanti, musulmane, neoliberiste (un solo alunno per classe, a favorire l’individualismo), alpigiane e per cinofili, la scuola pubblica non creava cattolici, protestanti, marxisti o…

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