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 nicoletta costa bimbo con fucile
“Comunque io mi metto le scarpe da ginnastica“.

Nessuno può essere criminalizzato per il proprio modo di essere o peggio di star male, ma quando il modo di essere diventa un modo di fare le cose cambiano. Mi viene in mente Francesca (il caso della bimba uscito qualche tempo fa sui quotidiani): mi domando che penserà di un esercito di “adulti” incapaci di difendere, proteggere una bambina… Di chi potrà fidarsi? Quale equazione inconscia si svilupperà dentro di lei?  Se al  pedofilo è concesso di esserle nuovamente “vicino” vuol dire che quel che ha fatto non è poi così grave come sembra? Oppure penserà che forse lei s’è sbagliata o addirittura “sentirà” che è stata “colpa” sua? https://www.youtube.com/watch?v=C4nazch9qe4 (Mozart, Requiem, Rex Tremendae – Karajan).

Come vengono gestite non è cosa da poco. Il “come”, soprattutto se riguarda i bambini, è assolutamente fondamentale. Tutti noi non abbiamo di che essere fieri. Le abbiamo tolto molto di più di quanto pensiamo, molto di più di quanto le abbiamo dato e non abbiamo  avuto rispetto delle sue emozioni. Le notizie dei bambini durano un giorno sui giornali e nelle televisioni…poi l’attenzione torna subito su personaggi sui quali dovrebbe, invece, calare un dignitoso silenzio… https://www.youtube.com/watch?v=zwMzoMW2U6s  (Mozart Requiem Confutatis Maledictis). Dimenticheremo, faremo finta di nulla, ci daremo giustificazioni per salvare noi stessi, per evitare il dolore perché non lo riconosciamo e non lo possiamo vedere negli occhi altrui. https://www.youtube.com/watch?v=H_cA3oV1IN0(E. Bennato – La Torre di Babele – Lugano Blues 1993)

Perché non impariamo a leggere ciò che accade e a domandarci quale messaggio ci trasmette? E quale messaggio trasmettiamo noi col nostro “sentire”, col nostro “agire” o “non agire”? Un tempo qualcuno lo chiamava esempio…beh, noi con gli esempi non brilliamo per quintessenza di perfezione, per esempio, giustappunto… begli esempi abbiamo dato ai nostri giovani negli ultimi decenni! Non abbiamo di che essere orgogliosi: la furbizia al posto dell’intelligenza, il danaro al posto del valore, l’uso al posto del rispetto… Li abbiamo chiamati “bamboccioni”, abbiamo dato loro degli “sfigati”, li abbiamo chiamati “choosy (in inglese, che è più choosy). Effettivamente le signore che abitavano all’Olgettina – complesso residenziale che si trova appunto in Via Olgettina a Milano dove un noto personaggio di cui mi sfugge il  nome pagava l’affitto a ragazze (per questo chiamate olgettine) in cambio di servizi che non mi pare fossero pulizie domestiche,  dogsitteraggio o segretariato – non sembra si siano dimostrate troppo “choosy“! Gli altri, quelli “choosy”, non residenti in Via Olgettina o similari, non trovano lavoro e non è una cosa da poco! Lavoro significa autonomia, una casa, un amore, una famiglia, un futuro, un progetto di vita… Come diceva Cioran “pensare il minimo indispensabile non è pensare”… https://www.youtube.com/watch?v=iY2Qt6WO9-Y (E.Bennato – Ma che sarà)

Per quanto riguarda una trattazione più ampia (anche se certamente non esaustiva) del tema dell’abuso e del maltrattamento su vi rimanderei ad articoli precedenti “Abuso e mille sfumature di maltrattamento 1,2,3,4”.  So di non riuscire mai ad essere breve, quindi taglio corto e lascio la più che competente parola ai miei “ex bimbi”, una terza elementare, sette/otto anni di luminosa intelligenza, enorme sensibilità, inestimabile valore umano, preziosissima ricchezza affettiva  con i quali anni fa ho avuto la fortuna di lavorare, che ancora ho attorno e a cui sono profondamente grata.  Con quel ciclo lo spunto partì da uno spettacolo teatrale che ero andata a vedere e dove li avevo successivamente portati : Cappuccetto Rosso recitato da una compagnia teatrale pugliese che aveva messo in scena un ottimo spettacolo  e, naturalmente, il lupo era un attore.  Quelli che seguono sono alcuni brevi testi scritti dai bambini , in diversi momenti e a più riprese, nel corso della loro “formazione” che comprendeva educazione alle emozioni, consapevolezza e rispetto di sè e degli altri, educazione all’amore e alla sessualità, educazione alla pace, al vivere civile e star bene a scuola…(Non so se l’ho detto, ma io non lavoro con test e crocette). https://www.youtube.com/watch?v=A1V-1xL_JAM(E.Bennato – Ogni favola è un gioco)

La consapevolezza rende forti, è l’unico modo per riconoscere la realtà, conoscersi, accettarsi e migliorarsi ed è un ottimo strumento di difesa. I bambini più sono veritieri, consapevoli e saldi, meglio sanno difendersi e meno sono prede. Questa si chiama prevenzione. Maltrattare o abusare (fare uso improprio) è usare gli altri come se fossero cose. Il “pedofilo” si comporta proprio in questo modo: usa il bisogno di tenerezza del bambino per soddisfare le proprie  pulsioni.  Ci sono moltissimi modi di maltrattare, ma va sottolineato a proposito della “pedofilia”, come tutti la chiamano errando, un fattore fondamentale: l’età, cioè la sproporzione immensa di conoscenze, potere, esperienze, abilità manipolatorie etc… a disposizione di una giovane vita e di una vita “matura” o al tramonto. La vanificazione delle età è un problema più che mai attuale, basti vedere il ricorso a interventi di chirurgia plastica che tendono appunto a livellare, con l’apparenza, le età,  suggeriscono un’immortalità inesistente, alimentano l’aspetto onnipotente mentre  seppelliscono il malessere interiore  e promuovono scelte in base alle quali il proprio stesso corpo viene trattato come una cosa che si può rifare, cambiare, sostituire. Ristabilire le differenze anche d’età, le conseguenti responsabilità e il fatto che i bambini hanno bisogno di relazioni affettuose ed equilibrate per crescere sani sono due cose da non dimenticare mai.  Inoltre ci sono argomenti (fermo restando che il buon senso aiuta) che non rientrano nell’opinionario, hanno  riferimenti saldi, scientifici, aggiornati, DSM-IV-TR (APA, 2001), e non vanno trattati con leggerezza. Anche chi si occupa di riforme della scuola dovrebbe ricordarlo. La scuola non è un’azienda, stipare le classi e togliere aiuti maltratta studenti e insegnanti: c’è fior di letteratura, in proposito, almeno dal novecento in poi. https://www.youtube.com/watch?v=U2w7sHwEy58 (E. Bennato – Salviamo Il Salvabile )

Ecco i loro  “temi”. Credo si intuiscano bene il grosso lavoro e le innumerevoli unità didattiche svolte dietro a queste poche righe.

Questi personaggi si travestono da buoni, ma buoni non lo sono. La loro malattia  è la parafilia: una malattia che ti fa innamorare di un paio di stivali , dei bambini oppure dei caloriferi o delle ciabatte. Noi non dobbiamo farci prendere dal panico perché loro sono dei poveracci e noi ci sappiamo difendere, abbiamo armi che sono: la voce, andare a dirlo subito ai grandi, darsela a gambe, chiedere aiuto a un grande quando ne incontriamo uno. E’ il nostro pancino che dice: “Qua c’è qualcosa che non va.” E non state a fare come Cappuccetto Rosso che dice: “Ma che orecchi grandi che hai!” e il lupo: “E’ per ascoltarti meglio” e Cappuccetto : “Ma che occhi grandi” e il lupo: “E’ per vederti meglio” e Cappuccetto : “Che bocca grande che hai” …  Bisogna ascoltare il pancino subito e non tirarla troppo alle lunghe”.

Ci sono tanti tipi di matti. Ce n’è uno alla stazione che parla con due voci, (la) Tizi dice che una di quelle voci conosce un monte di cose : storia, filosofia, poesie e anche storie della città e pettegolezzi… Lei ce l’ ha raccontati. E’ un po’ pazzerello ma simpatico, si sente solo così parla, parla dove ci sono tante persone e non fa male a nessuno.
Ci sono le malattie del fisico, del corpo e quelle dell’anima, dei pensieri, dell’amore e della mente.
Se un bambino gioca a far finta di essere un mago va tutto bene, ma se un adulto si crede di essere Napoleone vuole comandare, tratta tutti come sudditi e magari parla pure francese, questo è un problema.  Ci sono tante signore che si credono di essere delle dive e ci credono proprio! Non si sta bene con loro. Anche in televisione: si credono di essere tanto importanti e fanno sempre finta.”

I lupi travestiti da amici sono persone che vogliono avvicinare i bambini perché loro hanno una malattia (parafilia) molto grave. Sono attratti dai bambini, oppure si innamorano di un paio di stivali. Se avvicinano un bambino o una bambina c’è il modo per scappare e per difendersi è : svignarsela,  chiamare qualcuno o urlare: “Cosa vuoi da me?”. Tiziana ci ha raccontato tutte queste cose, ma anche molto altro e adesso lo dico: loro dentro di sè sono ancora bambini e se chiami qualcuno, loro scappano come un razzo anzi più veloci della luce perchè hanno paura. Loro “da amici ” incominciano a toccarci, ma il nostro pancino ci avverte che c’è qualcosa che non va : noi dobbiamo ascoltarlo.
E poi ci sono posti che nessuno  può toccare perché sono solo miei.”

“Ci sono bambini che sentono la pancia muoversi tante volte: se sbagliano, se vengono sgridati, se hanno paura…Allora ci sono le regole. Tutti abbiamo  delle regole che ci servono per capire  bene le cose giuste e le cose sbagliate. Nelle regole dei grandi, che si chiamano leggi, c’è scritto che ci si ferma col rosso, si pagano le bollette, non si fanno i colpi in banca e non si corteggiano i bambini.”

Io non mi voglio fidanzare con delle cose. A me piace Camilla che ride bene. C’era un signore sotto la scuola che faceva un sacco di domande sceme ai bambini sui piccioni. Non so se era un lupo travestito però mentre mi accarezzava la testa mi dava fastidio, così  io l’ho detto subito alla mamma, alla maestra e a tutti i miei amici.A me Camilla mi fa scappar da ridere.”

“In città ci sono delle volte che ti può capitare di incontrare uno di questi malati, allora bisogna dire: “Ouh! Ma cosa volete specie di lupi travestiti da amici che tendete ad attirare  i bambini?”
Questa è una malattia che si chiama parafilia. Se capita di incontrare una di queste persone bisogna urlare oppure darsela a gambe, oppure dire al primo adulto vicino che c’è qualcuno che non ci lascia stare, oppure entrare in un negozio a chiedere aiuto. O anche tutte le cose assieme.”

“Quando c’è qualcosa che non va la nostra pancia lo sente e ci avverte. Quando mi faccio coccolare dalla Tizi, l’abbraccio e le do i bacini sento che sto bene! Se la maestra ci tocca la schiena , ci accarezza o ci dice “vieni qua che ti bacio” oppure “se ti prendo ti sculaccio” si sente che tutto fila a meraviglia, ma se lo fa uno di loro,  prima che si scateni un disastro bisogna darsela a gambe o gridare. Lui se ne va : è un lupo rimasto bambino ed è codardo e si cercherà, purtroppo, un bambino più timido che speriamo non ci sia o che non lo trovi.”

“Questi personaggi sono molto malati, hai tre possibilità :  scappare, urlare, dire tutto subito a qualcuno.”

I lupi travestiti da amici sono travestiti da amici proprio perché nessuno andrebbe con un lupo a parte Cappuccetto Rosso che tanto furba non era”.
“Abbiamo giocato all’imbarazzo, alla vergogna, e alla confusione. (La) Tizi sa dei giochi davvero strani che alla fine hai imparato un sacco di cose anche l’italiano. Io sono timido e ho capito bene la differenza, ma prima non la sapevo. Adesso non mi sento tanto timido.”

“Ho capito che se ci facciamo prendere dal  panico e restiamo fermi siamo “fritti” e non va davvero bene.  Dobbiamo dar retta alla confusione e all’imbarazzo che  ci avvertono che qualcosa non va. Quelli sono proprio ammalati ed è una brutta malattia che fa innamorare i grandi dei bambini oppure di cose come le scarpe.
E’ proprio una brutta malattia e meno male che non si attacca come il morbillo!
Un giorno io l’ho incontrato, s’è avvicinato e ho sentito davvero la pancia e sono scappato perché avevo molta paura e non ho fatto come Cappuccetto Rosso che è rimasta fino a che il lupo non l’ha mangiata.”

“Io non lo sapevo che si impara a voler bene… però è vero.  Ci sono delle persone che non hanno imparato a voler bene, sembrano gentili, ma prendono tutto quello che vogliono e non rispettano nessuno. Io mi sono sentito così una volta : credevo che Nico fosse mio amico invece voleva solo la mia play station.”

“L’imbarazzo è una specie di mal di pancia però non hai mangiato troppa cioccolata e però ti senti come se l’avessi mangiata di nascosto dopo averla rubata.”
“Se il pancino sa riconoscere i lupi travestiti da amici sa anche riconoscere le maestre che vogliono bene sul serio.”

“(La)Tiziana ci ha spiegato che i bambini che si innamorano un pochino degli adulti sono normali perché  lo fanno a modo loro e perché imparano a volere bene, ma non è normale che  un adulto si voglia fidanzare con  un bambino. (Ho messo il congiuntivo perché so che ci tieni).”
“Questi malati non riconoscono nessuno, non sono capaci di amare e sono innamorati solo di un’idea segreta che hanno nella testa e ripetono sempre quella. Questi malati sono strambi e molto noiosi.”

“A me piace tanto parlare così. Non è vero che sono cose difficili. Mi sento grande e mi sento proprio bene. Non mi piace quando i grandi cambiano discorso o smettono di parlare se io entro in salotto. Mi sento la polvere nello stomaco.
Mi piace che in classe diciamo sempre e tutti la verità , che non ci sono segreti e non ci sono castighi. Abbiamo due sole regole : non farsi male e non far male agli altri, ma abbiamo scoperto che dentro a queste due regole ci sono tante, tante cose.
Se io dico una bugia mi faccio male perché poi mi sento una cacca. Se mi alleo con una mia compagna contro altre, faccio male a loro anche se non do calci .
A me piace tanto stare a scuola.”

“Abbiamo fatto un’indagine in classe e abbiamo scoperto che tutti abbiamo visto  in televisione o al cinema qualcosa che ci fa ancora paura, soprattutto se siamo soli e di notte. (La) Tizi, allora,  ci ha letto storie di paura, ma non ci facevano paura, anzi ci divertivamo; abbiamo fatto i disegni du paura e non ci facevano paura; abbiamo raccontato le nostre paure e non avevamo paura anzi non volevamo più smettere di parlare.
Sono le immagini inventate da alcuni grandi a farci paura! Ci abbiamo messo un bel po’ a scoprirlo. Sono contento perché abbiamo deciso di riparlarne ancora.”

Io vorrei sposare mio papà e (la) Tizi ha detto che va tutto bene.
Non va bene, invece, quando un papà vuole sposare una bambina come in “Pelle d’asino”: i grandi devono sposarsi coi grandi e i bambini si fidanzano un po’ tra bambini o con i compagni di scuola. Infatti mio papà è sposato con mia mamma che è grande. I bambini vogliono bene a mamma e papà e intanto si allenano per amare qualcun altro… quando saranno  grandi.
E’ vero perché io (la) Tizi tante volte la chiamo mamma.”

“In prima Amed  aveva detto a sua madre che (la) Tizi lo metteva sempre in castigo dietro la lavagna e lo trattava male. Non era vero niente e la lavagna era anche attaccata al muro, ma la sua nonna la voleva denunciare.
Quando è tornato a scuola  secondo me aveva parecchia paura perché sapeva che l’aveva combinata grossa. La Tizi gli ha detto : “Sei stato molto coraggioso a venire, non era facile perché queste bugie sono troppo pesanti per un bambino… mi dispiace che tu ti sia fatto tanto male”.
Gli sono venute le lacrime davvero (lui non piangeva con le lacrime, faceva un po’ finta), ha smesso di dire bugie e ormai lo chiamiamo “cozza” (anche lui se lo dice e ride) perché è sempre aggrappato alla Tizi come a uno scoglio!”

“In città ci sono dei lupi travestiti da amici. La loro malattia si chiama pedofilia , loro sono innamorati dei bambini, si credono ancora bambini e per mandarli via basta gridare, andarsene velocemente e dire: “Non seguirmi!” e in modo pure maleducato. Tizi ha detto che se sentiamo che dentro non è tutto tranquillo, se ci sentiamo imbarazzati, non dobbiamo parlare con loro e non bisogna rispondere quando ti dicono: “Vuoi una caramella ?”. Gli sconosciuti per strada non devono parlare coi bambini, se hanno bisogno di qualcosa la chiedono a un grande . Noi dobbiamo  baciare le persone che amiamo e che abbiamo voglia di baciare se, però, hai i pidocchi devi dirlo e aspettare qualche giorno. Ci sono delle regole che tutti dobbiamo rispettare, quelle dei grandi si chiamano leggi.
Non stanno bene gli adulti che fanno il filo ai bambini.”

“Non ci crederete ma c’è qualcuno innamorato delle scarpe puzzolenti coi tacchi! Anche di sciarpe di seta, di velluto oppure di pelle…La Tizi dice che il problema è serio quando dentro a quelle scarpe c’è una persona che non è un paio di scarpe né solo un piede! Ed è sempre così, perché la Tizi non è mica solo i suoi ricci o i suoi pensieri e io non sono mica solo il mio naso, oppure le mie braccia quando nuoto. Sono tutta intera.
Altri di loro sono attratti dai bambini e per me sono proprio matti.
Comunque io mi metto le scarpe da ginnastica.”

“In questo gruppo di matti ci sono dei tipi davvero strani. Ci sono quelli che si divertono a picchiare e quelli che si divertono a buscarle, ma anche quelli che cercano di avvicinare i bambini per corteggiarli .Io vorrei che non fossero travestiti da amici ma che fossero proprio lupi o mostri così i bambini li riconoscerebbero subito.”
“Ci sono i dottori che curano il mal di pancia, il mal di stomaco, che aggiustano le ossa se si rompono a sciare e ci sono i dottori che curano pensieri tristi e i sentimenti ammalati. Io da grande voglio fare il dottore delle parole oppure il maestro di italiano, insomma come la Tizi.” https://www.youtube.com/watch?v=t_4y9TONI7A  ( E.Bennato – Non farti cadere le braccia)

“La ferocia del lupo “ in Cappuccetto Rosso, scrive Bruno Bettelheim,“corrisponde alla debolezza delle figure adulte che sembrano abdicare al loro ruolo”  e così facendo  in qualche modo consentono… Ecco, io ho cercato di non consentire. Si può parlare di tutto coi bimbi basta avere il modo e le parole giuste. Ma per averle bisogna conoscersi, essere veritieri, avere emozioni e pensieri puliti e continuare ad averne cura… anche se spesso questo comporta rinunce, lacrime o addirittura la rimessa in discussione di qualcosa di noi e cioè l’interezza del nostro essere.  Imparare dall’esperienza non è cosa che oggi, pare, possano  permettersi in molti ed è per questo che, purtroppo, si smette di imparare. Smettere d’imparare significa “consentire”. E consentendo il bimbo sarà allo sbando, “in la selva” dove non c’è protezione e dove “non l’è parte scelta” e, “anima lesa”, cadrà “dove fortuna la balestra” (inf xiii,97). https://www.youtube.com/watch?v=GD3VsesSBsw (Carl Orff, Carmina Burana ~ O Fortuna  ~ André Rieu). Ma loro sono bambini e noi siamo gli adulti.

tiziana Campodoni

https://www.youtube.com/watch?v=ihZQjzEewdk Fabrizio De Andrè, Leggenda di Natale (Brassens, Christmas)

Testi pubblicati: “Mimì fiore di cactus”, Ed. Junior

Pubblicato su http://blue-moon.comunita.unita.it , 27 agosto 2013

p.s. Ringrazio per l’ammirazione la psicologa (e altri) cui tanto piace quel che scrivo, nel contempo le ricordo che è più signorile citare le fonti. E comunque non si può “prendere” da alcuno ciò che non si ha “dentro”. Dovrebbe saperlo.

https://www.youtube.com/watch?v=rUAixFKAHew (F. Guccini – Vedi Cara)

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